Un errore non diventa verità perchè se ne moltiplica la diffusione, nè la verità diventa errore perchè nessuno la vede.
M.Gandhi

domenica 22 giugno 2014

Intervento sulla concessione della cittadinanza onoraria ai bambini nati da genitori stranieri, del 4 marzo 2013

Tutte le volte che aggiungiamo diritti, stiamo facendo un passo nuovo verso la civiltà. Uno stato pieno di diritti è uno stato civile, uno stato ove non ve ne siano o vengano calpestati, non è uno stato civile. Quindi ben venga la delibera sulla cittadinanza onoraria, così come ne seguiranno altre a breve anche tramite delle mozioni da me presentate, che allargheranno la platea dei diritti. Sono convinto che solo attraverso l’approvazione di questi atti, si possano iniziare ad affrontare quelle problematiche sociali, a volte latenti a volte no, che ci vedono coinvolti come amministratori della cosa pubblica. Iniziative come questa servono a perseguire la pace sociale e far crescere la coscienza civica in città. Conferire la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati in città, li fà sentire parte integrante e responsabile della comunità. Ora questi bambini e questi ragazzi non si sentono né immigrati, né italiani e si rischia uno smarrimento culturale, che significa far sentire il minore un estraneo. Da molti insegnanti e educatori, viene detto che il periodo più grave esploderà nei prossimi anni, e riguarderà la seconda generazione di non italiani, ossia i figli di immigrati arrivati nel nostro paese in cerca di lavoro. Seconda generazione che non si sente parte integrante del nostro paese e non si sente di appartenere al paese d’origine dei propri genitori. Il nostro compito non è rincorrere questi fenomeni, ma governarli prevenendoli. Spesso ce ne accorgiamo solo quando esplodono ed è troppo tardi.

Si stima che nel 2029 ogni cinque minori presenti sul suolo italiano, uno avrà origini straniere.

La nostra città ci ha sempre visto in prima fila sui temi dell’accoglienza e della solidarietà, anche in momenti di crisi sociale come quelli che stiamo attraversando.

La cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia non è solo un diritto, ma è anche un fatto concreto. Uno straniero residente in Italia è un componente attivo della nostra società che contribuisce alla vita dello Stato dal punto di vista sia culturale che economico.

Questa delibera, è un primo passo molto più che simbolico verso l'integrazione. Sono ragazzi che parlano la nostra lingua e sono figli di cittadini stranieri che lavorano e pagano le tasse. Il tema dell’integrazione dei cittadini stranieri in Italia è una delle sfide più impegnative da affrontare ed è un impegno sul quale si gioca il futuro stesso del nostro Paese.

Questo atto di riconoscimento a questi giovani della cittadinanza può agevolare un percorso di integrazione reale dove si vede affermata l’idea di una comunità, in cui le diversità culturali e religiose siano una ricchezza e non un problema, in cui il dialogo, il confronto, il rispetto dei diritti e dei doveri della Costituzione siano dei pilastri ove ognuno di noi possa quotidianamente rispecchiarsi.

Anche se un atto simbolico, questa è una delibera fortemente politica. La nostra amministrazione ha portato in discussione questa delibera per la votazione. Altri comuni facenti riferimento ad altre maggioranze politiche non l’hanno fatto.

Votando favorevolmente, mi auguro che questo sia solo l’aperitivo di un menù ben più corposo, che affermi con forza i diritti dei migranti, che devono passare dal conseguimento più agevole della cittadinanza sino al conseguimento che ritengo fondamentale del diritto di voto.

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